Racconto Neo-realista

(1
Era successo come la prima volta.
L’unica differenza era nel colore delle sue lenti a contatto. Quella volta erano viola, invece che verdi bottiglia.
Mentre bevevo il mio latte freddo, come la prima volta.
Avevo chiuso il frigo con un colpo d’anca. Mi faceva sentire una star. Che fesso.
Lui arrivò con il borsone già pronto, pieno delle poche cose che si era portato con sè. Due camicie, un paio di jeans, i boxer, un libro, il suo diario, le sigarette. Ne stava fumando una in quel momento, mentre con l’altra mano reggeva il manico del borsone a tracolla.
“Me ne vado.”
“Vedo.”
“Ciao.”
Invece che rispondergli, immersi la faccia nella tazza. Mi vennero i baffi bianchi come a un bambino.
Sentii la porta chiudersi. Non si chiuse come tutte le altre volte che la chiudeva lui, con una sorta di rimbombo. Il rumore piuttosto fu secco, uno schiaffo.
Piansi, come la prima volta.

(2
Due settimane prima ero con Marta al nostro solito bar.
Era una mattina fredda, non avevamo lezioni e stavamo facendo colazione.
Lei divorava il suo croissant. Io mi ricordo che non avevo fame per nulla. Aspettavo una telefonata.
“Dai, tranquillo. Ti chiamerà subito. Sa che lo aspetti, ti è sempre venuto incontro.”
“Il Sole sorge ogni giorno, ma non è detto che lo farà anche domani.”
“Ah, ti detesto quando fai così.”
“Scusa.”
Tocciò il croissant nel cappuccino guardandomi come per dire:” Fa nulla”.
Poi il tavolino prese a vibrare, insieme al telefono.
Lo afferrai con impulsività quasi febbrile. Tentai di dissimulare il mio stato d’animo alla bell’e meglio.
“Pronto!”
“Ciao Miky.”
“Allora?”
“Negativo. Il test è negativo.”
Mi ricordo che avrei voluto trovarmelo davanti, per abbracciarlo e baciarlo fino a consumarlo.

(3
“Senti, non mi cercare, d’accordo?” Me lo disse una settimana prima.
“Ma…”
“Mi farò vivo io, fidati”
“Mi fido, lo sai”
“Allora siamo d’accordo”.
Tlac, il rumore del telefono abbassato.
Stavo camminando, e mi fermai con il telefono in mano, sotto i portici.
Ironicamente, pioveva. Ripresi a camminare, con il cappuccio sopra la testa, fissando il telefono.
Navigai fra le chiamate ricevute, guardando il suo numero. Lottai con tutto me stesso per non premere il pulsante di chiamata, per fargli anche solo uno squillo.
Misi il telefono in tasca, sprofondai la testa nel cappuccio e le mani nel giubbotto, e camminai tutto il pomeriggio in silenzio sotto la pioggia.
Non lo chiamai, e non mi chiamò.
La sera guardai un film. Abbracciai il cuscino accoccolato sotto le coperte. Mi faceva compagnia lo sgranocchiare delle patatine.

(4
Una sera, durante una settimana in cui scese lui da me, uscimmo.
Mi ricordo che il posto gli piacque subito. Lo lessi nella sua espressione.
Guardava ogni cosa, i cuscini, i tappeti, i tessuti pendere dal soffitto, le lunghe boccate di fumo, le bolle nei narghilè di chi era già seduto.
Ci misero nei posti nell’angolo più remoto del locale, come se l’avessero riservato per noi.
“Oh, ma come mi piace qua Miky!” Mi diede un bacio sulla guancia. Forse per non attirare troppa attenzione. Raramente l’avevo visto così euforico.
“Ne sono felice.” Gli sorrisi.
Quella sera parlammo davvero tanto. Nemmeno mi ricordo tutto quello di cui parlammo, sdraiati comodi comodi su quei divanetti.
Ad un certo punto, forse influenzato dalle luci soffuse e dal lieve chiacchiericcio che sottolineava un attimo di silenzio che si era creato fra noi, mi baciò.
Fu autentico, romantico, uno di quei baci che sai che ce ne sono pochi.
Fu l’ultimo, solo che ancora non lo sapevo.

(5
La prima volta che disse di amarmi, eravamo al Luna-park.
Non era una sera molto fredda, ma la timidezza mi costringeva a sprofondare le mani nelle tasche dei jeans, mentre camminavamo in cerca di qualcosa di divertente da fare. La sua parlantina era sciolta, tuttavia. Spaziava da un argomento all’altro con naturalezza, assecondando le mie poche parole. Nulla di ciò di cui parlavamo riguardava noi, o la nostra vita. Serviva tutto a rompere il ghiaccio.
L’occasione migliore venne quando ci ritrovammo davanti ai dischi volanti.
“Che ne dici Miky, facciamo un giro?”
“Sì dai.” In fondo era un’occasione per intrattenersi.
La nostra navicella scendeva e saliva. Io giravo il volante all’impazzata, e lui pigiava come un forsennato il pulsante per sparare agli altri dischi. Ridemmo molto, ma non fummo noi i vincitori.
Nell’esatto momento in cui tutti i dischi tranne uno cominciarono a scendere, me lo disse, lo sguardo rivolto al cielo già nero.

(6
Una sera, dopo il nostro primo incontro, non riuscivo a dormire.
Non so spinto da quale impulso, ma gli scrissi un messaggio. Ci eravamo già scambiati i numeri.
Al buio, la luce del telefono mi rischiarava il viso.
Era tardi. Appoggiai il telefono sul comodino e la testa sul cuscino. Non mi aspettavo una risposta.
Avevo gli occhi chiusi e cominciavo ad addormentarmi, quando si sentì il familiare rumore del telefono che vibrava.
Mi svegliai immediatamente. I battiti leggermente accelerati, che tuttavia, al buio, mi pareva di sentire.
Lessi il messaggio.
“Nemmeno io riesco a dormire. Parliamo un po’?”
Nelll’oscurità della mia camera, per gran parte della notte, si poteva vedere solo il mio sorriso, illuminato dalla fievole luce del display.

(7
Un asociale.
Fu questo che pensai di lui, la prima volta che lo vidi.
Ero ad una festa. Mi aggiravo con il mio bicchiere pieno per metà a chiacchierare con chi capitava, quando la mia attenzione cadde su di lui.
Stava seduto su di una poltrona. Scriveva su quel suo diario.
Mi ricordi che scossi la testa, forse un po’ brillo, e mi decisi a integrarlo alla festa.
Mi parai davanti a lui con tutto il mio disarmante sorriso.
Quello che non dimenticherò mai, fu il suo sguardo glaciale.
Già allora, mi aveva scavato nell’anima.

3 Marzo – Solita festa noiosa
Lenti: azzurre.
Me lo sarei dovuto aspettare.
Invece no, sono voluto uscire lo stesso. E adesso mi annoio. Nemmeno mi ricordo di chi sia il compleanno. Tutte queste persone.
Idioti.
Con i loro cocktails e le loro chiacchiere e i loro soldi.
Ma che ci sono venuto a fare qui?
C’è un tipo che mi ha adocchiato. Sicuramente finocchio.
Che noia, mi si avvicina. Probabilmente vorrà compatirmi.
Gli farò capire che non è aria.

4 Marzo – Sotto le coperte
Senza lenti.
Forse a volte le mie prime impressioni sono troppo crudeli.
Penso che ci risentiremo.

(8
7 Marzo – Sedia in terrazza
Senza lenti.
Mi dicono di non preoccuparmi.
Mia madre sostiene che tutto si sistemerà, e mi guarda con quello che secondo lei è un viso rassicurante.
Non riesco a dormire. Son qui che scrivo con i piedi sulla sedia, appoggiando il diario alle ginocchia.
Fa molto ragazzino depresso.
Ho un po’ freddo, ma il cielo e questo silenzio mi distraggono.
Per quanto mi sforzi non riesco a distinguere le costellazioni. Saranno anni che mi ci rompo la testa.
E’ strano.
Improvvisamente mi è venuto in mente il ragazzo dell’altra sera.

(9
10 Marzo – Autobus
Lenti: Verdi
Non credo di aver mai capito cosa sia l’amore.
Massimo che ho fatto è stato dire a me stesso che non ci credevo.
E invece.
Sono stato molto cinematografico, come al solito.
Quello mi sembrava il momento perfetto.
E il motivo è semplice.
Mi ha fatto sorridere. Era un sacco di tempo che non mi usciva un sorriso sincero.
Io  penso che basti, tutto sommato.

(10
18 Marzo – Letto di Micky
Senza lenti.
Approfitto di questi minuti che è in bagno per scrivere.
Mi imbarazza ancora farlo in sua presenza. Avverto sempre nel suo sguardo la curiosità impellente.
Ma non voglio che legga il mio diario. Non ancora.
Questa sera mi ha portato in un locale molto carino.
Ha capito quali sono i miei gusti.
Sono certo di essergli sembrato sereno.
Vorrei tanto esserlo. Ma come potrei?
Mamma continua a dirmi che si risolverà tutto. Vorrei non lo facesse.

(11
23 Marzo – Treno
Lenti: viola.
Me ne sono andato via.
Sono stanco di dover sostenere il suo sguardo. Stanco.
Avrei bisogno di andarmene lontano, da lui e da tutti quanti.
Andare in un posto dove nulla mi darebbe da pensare.
So di averlo ferito, ma non c’era altro da fare.
Ho dovuto mentirgli.
Non riesco a credere quanto mi manchi.

(12
30 Marzo – Parco
Lenti: azzurre.
Le gente passeggia e pare allegra.
E’ incredibile come tutti quanti sembrino felici mentre tu nuoti nella disperazione più nera.
Forse è il mio carattere ad essere sbagliato.
Forse mi faccio impressionare troppo. Ma sfiderei chiunque a non farsi impressionare.
Il telefono è qui sulla panchina, di fianco a me. Devo chiamare Micky.
Mi manca, voglio tornare a vederlo, anche se per un’ultima volta. Mamma sembra sempre più preoccupata,
non mi aiuta.
Devo chiamare Micky. Questa è l’ultima volta che mento, giuro.

(13
13 Aprile – Letto di Micky
Lenti: verdi.
E’ l’ultima volta che scrivo su questo diario.
Lo lascerò qui sul letto, prima di andarmene via e, stavolta, non tornare più.
Lo lascio qui perché tu lo possa leggere, perchè io non sono abbastanza coraggioso, perché ti amo,
nonostante non ne sia assolutamente capace.
Volevo dirti che è vero, fumo troppo.
A volte tendo ad isolarmi e a fare l’asociale. Sono misantropo.
Mi sento superiore. Mi sono sentito superiore anche a te, a volte.
Adoro le tue piccole abitudini quotidiane. Mi piace guardarti mentre ti lavi la faccia.
In questo mese, nonostante me, mi hai donato qualcosa che non avevo mai sentito prima. Ti ringrazio.
Mi dispiace doverti fare questo, ma voglio che tu sappia la verità.
Non ho fatto il test dell’HIV. Non ce n’era bisogno. Non ho mai avuto rapporti di alcun genere, se non
con te.
Erano altri test quelli che dovevo fare. Ti ricordi le mie emicranie?
Devo iniziare le cure. Penso che passerò il resto della mia vita in ospedale.
Non venire a trovarmi. Non me lo merito.
Mi dispiace, amore mio.
Non sono riuscito a dirti che ho il cancro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...