4 gennaio 2013

The extra

I try every day
To think of something deep to say
C’os I would like to find the words
That deserve to be heard.
Sounds like words are out of style
Silence beckons down the murder mile
I keep on talking to the hand
In a language I don’t understand
If I am an extra in the film of my own life
Then who the hell is the director?
If I am an extra in the film of my own life
Will someone please turn off the camera?
And show me how to live, show me how to live
 
I try every night
Not to argue, not to fuss and fight
But there’s a riot in my head
Streets are bleeding and democracy is dead
Let’s fight until the end of days
Let’s destroy and let’s devastate
We keep on talking to the hand
In a language we don’t understand
If I am an extra in the film of my own life
Then who the hell is the director?
If I am an extra in the film of my own life
Will someone please turn off the camera?
And show me how to live, show me how to live
 
I try every day
To think of something deep to say
Placebo
Questa la ascolterei quando mi faccio da mangiare.
E cioè quando metto su della pasta o ficco qualcosa nella griglia elettrica.
3 gennaio 2013

16/01/2008 & 03/01/2013

[…]
So solo che ho un assoluto bisogno di domani sera.
Poi si vedrà.
Ma tanto io mi conosco, questa volta non sarò io quello che cambierà le cose. 

//////////////////

[…]
Venezia mi è piaciuta molto, le sue labirintiche viuzze, il nome delle strade, la sua unicità.
[…]

25 dicembre 2012

Pandori e Farinotti

Miei paffuti e generosi lettori, ben trovati.
Oggi è quel giorno all’anno che posso dedicare a tante piccole faccende senza temere di essere interrotto da una chiamata dell’ufficio, che in casa si respira un’aria di pace e tranquillità, complice il crepitare del caminetto e la luce soffusa della lampada sopra la televisione.  I regali appena scartati sono tutti intorno a me e mi fanno sorridere. Lo sgabello vintage di mia madre, i guanti con le dita adatte ai touchscreen e il megagalattico Farinotti di Chicco, il pupazzetto di Aladino di mia sorella appeso alla lampada di fianco al puzzle, e il profumo che mi ha regalato mio padre che probabilmente metterò solo oggi.
Ora ci apprestiamo a divorare le lasagne della nonna, con l’intestino però reso debole dalla cena pantagruelica consumata ieri al Sushi Kaiten, neanche malvagia, ma “impegnativa”.
Dopodiché mi getterò sul puzzle, tragicamente ancora indietro, e poi ad altri progetti top-secret in vista di feste ancora a venire.
Vi lascio con una foto fatta con la nuova Reflex di Chicco, che è una cosa bellissima, con cui riesco a fare belle foto persino io.
E se non ci sentiamo prima di Capodanno, sappiate che sarò a Venezia, negli oscuri cunicoli del palazzo del doge.
Potrei fare gli auguri a tutti, ma non sono così tanto sentimentale!

17 dicembre 2012

Haiku XCVI

Latte caldo e
folte coperte sono
queste mie notti.

13 dicembre 2012

Il fagiano sul forno

A volte mi viene da pensare che se nel presepe non ci fosse la capanna avrei molto più spazio!

11 dicembre 2012

La sagra in famiglia

Com’è la vostra fame di gossip?
Spero sia meno di quella che ieri sera noi tre avevamo al ristorante self-service giapponese, perché per soddisfarla avrei bisogno di tutte le pubblicazioni a oggi di Novella 2000.
Ad ogni modo, il Natale si avvicina, e io quest’anno mi sento generoso. Così ieri mattina sono tornato a casa con un pacco enorme e uno piccolino, per le mie due coinquiline, incartati quasi completamente di mio pugno, cosa più unica che rara, oltre al fatto in sé e per sé di aver fatto loro un regalo!
Io e mia madre poi ci siamo dedicati agli addobbi. Mio compito come al solito è quello del presepe, che ho sommerso di muschio e illuminato strategicamente, senza dimenticarmi di collocare la bellissima e ottimamente particolareggiata grotta del dormiglione.
Mia madre ha lavorato all’albero, adornato con luci soffuse, palle e catenelle blu. Nel terrazzo chiuso, ha anche creato un ingegnoso marchingegno perché tutti dal basso possano vedere le luci. Ha fatto pendere dalle pale del ventilatore appeso al soffitto le lampade lampeggianti, e le ha fissate ben tese al tavolino di sotto.
Guardandolo da lontano, come per magia, si vedrà una specie di albero intermittente!

A masterpiece!

6 dicembre 2012

Viaggiatore

Lo zaino era pronto. Enorme, rigonfio, troneggiava sul letto.
Fece un ultimo giro della casa, che per l’occasione era perfettamente in ordine; controllò che le finestre e il gas fossero chiusi, innaffiò tutte le piante ancora una volta, controllò di aver preso ogni oggetto sulla sua lista e poi, finalmente, fu pronto.
Rimaneva l’ultimo elemento, quello più importante. Stese sul tavolo una cartina dell’Italia, e prese cinque puntine.
Trasse un profondo respiro, chiuse gli occhi, e senza esitare un altro istante le ficcò in cinque punti diversi della cartina.
Quando riaprì gli occhi, scoprì che una puntina era finita in mezzo al mare. Non c’erano dubbi, quella sarebbe stata la sua prima meta.
Ripose la cartina in una della tasche dello zaino, e prese fuori un pezzo di cartone e un pennarello nero indelebile. Scrisse, a caratteri cubitali, la città da cui avrebbe preso il traghetto, e di fianco, ci disegnò un sorriso stilizzato.
Quando uscì di casa, percepiva già nell’aria l’odore dell’avventura che stava per compiere. Sarebbe stato solo, ma non da solo. Avrebbe incontrato gente di ogni tipo, visto posti diversi, probabilmente avrebbe dovuto arrangiarsi per dormire dove meglio capitava, e senz’altro avrebbe fatto l’autostop, sorridendo ai passanti, mostrando loro il pollice, pregustando un viaggio con sconosciuti, tutti da conoscere.
Quell’estate aveva intenzione di dimenticarsi di sé stesso; tutto ciò che aveva importanza era arrivare a destinazione. Il suo scopo era essere, solo e semplicemente, un viaggiatore.

Next stop?

22 novembre 2012

Cinder and smoke

Give me your hand 
The dog in the garden row is covered in mud 
And dragging your mother’s clothes 
Cinder and smoke 
The snake in the basement 
Found the juniper shade 
The farmhouse is burning down 

Give me your hand 
And take what you will tonight, I’ll give it as fast 
And high as the flame will rise 
Cinder and smoke 
Some whispers around the trees 
The juniper bends 
As if you were listening 

Give me your hand 
Your mother is drunk as all the firemen shake
A photo from father’s arms
Cinder and smoke 
You’ll ask me to pray for rain 
With ash in your mouth
You’ll ask it to burn again

Iron and Wine

Questa la ascolterei mangiando le castagne, mentre guardo un film con il caminetto acceso.
Lo so, è un cliché. 

22 novembre 2012

Il colosso

The cat likes it too!

Questo è cio di cui vi parlavo; fa un po’ paura vero?
Le bolle di sapone dovrebbero essere un deterrente per il gatto, ma non funzionano benissimo!