Library

Qui ci sono non tutti, perché sarebbe impossibile, ma gran parte dei libri che ho letto e che mi hanno lasciato qualcosa in cambio.

In my dreams

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Invisible Monsters – Chuck Palahniuk

Ti sto dando la mia vita per provare a me stessa che posso, che posso davvero amare qualcuno. Anche quando non mi pagano, posso dare amore felicità e fascino. Vedi, posso sopportare gli omogeneizzati e di non parlare e di essere senza casa e invisibile, ma devo sapere che posso amare qualcuno. Completamente e totalmente, permanentemente e senza speranza di ricompensa, solo come un atto di volontà, amerò qualcuno.

Kitchen – Banana Yoshimoto

Anche chi ama prima o poi dovrà morire. Però intanto è vivo.

Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: «Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Ma vi domandano: «Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Allora soltanto credono di conoscerlo.

I Buddenbrook – Thomas Mann.

La bellezza ci può trafiggere come un dolore.

It
Insomnia
L’acchiappasogni
Misery
Shining
Desperation
Cell
Duma Key
La storia di Lisey
Cose preziose
Mucchio d’ossa
Le notti di Salem
E altri…
-Stephen King

Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l’ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo… ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po’ di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c’è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.

Confessioni di una maschera – Yukio Mishima

Quando non si è mai conosciuta la felicità non si ha il diritto di disprezzarla. Ma io do un’impressione di esser felice in cui nessuno potrebbe scoprire la benché minima incrinatura, e quindi ho il diritto di disprezzarla né più né meno di chiunque altro.

Zuppa di vetro – Jonathan Carroll.

<<Non sono cicale quelle che senti, sono… morti. Quelli che hai portato con te quando hai fatto ritorno qui.>>
<<Come fai a saperlo?>> Lui la guardò con un’aria molto triste. <<Perché ricordo bene questo rumore. È una delle poche cose che ricordo di quando sono morto>>.

I pilastri della terra
Mondo senza fine
Il terzo gemello
La cruna dell’ago
E altri… – Ken Follett

I bambini disprezzavano tutto ciò che gli adulti tenevano in considerazione. Spregiavano la bellezza e schernivano la bontà. Ridevano fragorosamente alla vista di uno storpio e se vedevano un animale sofferente lo uccidevano a sassate. Si vantavano delle loro ferite e ostentavano le cicatrici con orgolglio, e riservavano il massimo rispetto alle mutilazioni: un ragazzetto privo di un dito poteva essere il loro re. Amavano la violenza; erano capaci di percorrere miglia e miglia per vedere il sangue, e non mancavano mai a un’impiccagione.

Redwall – Brian Jacques

<<Ah, sì, vedo la più splendida mattinata estiva della mia vita. Gli amici che conosco e amo sono tutti intorno a me. Redwall, la nostra casa, è salva. Il sole brilla caldo su di noi. La natura è pronta a offrirci i suoi doni abbondanti, quest’autunno. Ho visto tutto prima d’ora, eppure non smetto mai di meravigliarmi. La vita è bella, amici miei, e io la lascio a voi. Non siate tristi, perché io riposerò in pace.>> Così morì Melchiorre, abate di Redwall.

L’amico ritrovato – Fred Uhlman

Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.
Ricordo il giorno e l’ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.

Notre Dame de Paris – Victor Hugo

L’altro, che teneva il primo strettamente abbracciato, era uno scheletro d’uomo. Si notò che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole, e una gamba più corta dell’altra. Non presentava d’altronde alcuna frattura vertebrale alla nuca, ed era evidente che non era stato impiccato. L’uomo al quale era appartenuto quello scheletro era dunque venuto in quel luogo, e lì era morto. Quando si volle staccarlo dallo scheletro che stringeva, andò in polvere.

Guerra e pace – Lev Tolstoj

L’ amore impedisce la morte. L’amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. È solo questo che tiene insieme tutto quanto. L’amore è Dio, e il morire significa che io, una particella dell’amore, ritorno alla sorgente eterna e universale.

Saltatempo
Elianto
Il bar sotto il mare – Stefano Benni

Ci sono momenti nella vita che uno non si rende conto di essere ridicolo e sciocco, non puoi cancellarli dal curriculum, poi ti risveglierai, li ricorderai con un po’ di vergogna, ma la vergogna è qualcosa che ci attacchi dopo.

4 commenti to “Library”

  1. Bella questa sezione…quasi quasi te la rubo e me la personalizzo per la mia taglia. Ovviamente ti citerò….come fonte d’origine…intendiamoci…
    Anch’io adoro Follett e Benni.

  2. penandoci bene, alla fin fine forse non esiste libro più profondo del piccolo principe; e neanche un libro più stupido, se ti limiti a leggere le parole.

  3. Ricordo che “Confessioni di una maschera” te l’avevo consigliato io, parlandotene dopo esserne rimasto completamente sconvolto in una delle tanti notti in cui ancora chattavamo su msn. Avevo 17 o poco meno e forse ora, proprio oggi, ritorno qui, periodo strano questo. Mi sembra di essere ritornato indietro dopo disperati e avventurosi cambiamenti. Valanghe di ricordi, ma anche ricordi di cuori trafitti continuamente e dolorosamente. Mi sembra di vivere qualcosa all’indietro anche se non perdo tutta la consapevolezza acquisita. E tu invece sei ancora qui, uguale a più di cinque anni fa, come se nel frattempo non fosse successo nulla, come se ritrovarti per me è ritornare a quello che ero prima. Tutto fermo nella tua placida e serena stabilità fatta di quelle stesse cose di cui ancora ne fai un baluardo. Sei una piccola palla di vetro, forse l’unica che ancora tiene in vita quel passato e quel periodo della mia vita che ricordo solo ora rileggendoti, qui cristallizzato.

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