Archive for ‘Cronache post-mortem’

31 gennaio 2013

Gondole e macchine volanti

Bentornati in questi lidi, miei succursali lettori.
Sebbene in effetti sia passato un po’ di tempo, io serbo ancora tutto per me ciò che ho visto a Venezia, ed è quindi ora di mettervene a conoscenza. So bene che non aspettavate altro!
Dopo essere sbarcati in stazione, ho estratto la nostra fidata cartina impermeabile e antistrappo, su cui avevamo applicati piccoli adesivi delle nostre mete designate, e con mano saggia ho guidato il nostro duo per strette calli e imprevisti campielli, fino al nostro piccolo hotel, rannicchiato in un angolo, estremamente intimo e quasi mortalmente silenzioso, con un terrazzino affacciato direttamente su un canale, nel quale una mattina, non si sa bene come, si sono rovesciate centinaia di bustine di zucchero.
Abbiamo visitato il ghetto ebraico con relativo museo, facendoci un po’ di cultura in merito, che non guasta mai, e dove avremmo anche comprato un libro di cucina ebraica, non fosse stato per me.
Nel ristorante Kosher lì vicino abbiamo festeggiato intimamente il compleanno di Chicco, ma non vi dirò cosa gli ho regalato, non perché siano mutande commestibili, ma perché se tutto va come deve andare vedrete con i vostri occhi! Dopo il ristorante poi, abbiamo voluto provare il famoso casinò di Venezia. Un po’ perché era il suo compleanno, e un po’ perché avevo richiesto il coupon all’albergo, siamo entrati a costo zero e con un buono da 10€, che è finito tutto nella curiosità che avevamo per le slot machines. Poi l’occhio di Chicco è finito sulla roulette virtuale, e ci siamo installati lì. Puntata dopo puntata, vincita dopo perdita, cominciava a essere stanco e allora decide di puntare su un numero, e quale numero migliore del 13, mio storico numero fortunato. Di certo non ci aspettavamo che, timido timido uscisse proprio lui! E così siamo usciti dal casinò con più soldi di quando c’eravamo entrati. Con quelli abbiamo comprato un minuscolo narghilè da viaggio, con cui abbiamo concluso la notte di capodanno passata in piazza, dopo una splendida e ottima cena, il volto coperto da due maschere comprate e decorate in maniera sapiente dalle mani di Chicco nel giro di due ore! E vi ho parlato della romantica sala da thè, rovinata dal mio mal di stomaco, e della chiesa riempita con tante invenzioni di Leonardo da Vinci ricostruite in miniatura?
Anche quest’anno non siamo di certo rimasti fermi, nonostante febbre e brividi. Restate su questi schermi per seguire le nostre mirabolanti imprese!

Who is who?

25 dicembre 2012

Pandori e Farinotti

Miei paffuti e generosi lettori, ben trovati.
Oggi è quel giorno all’anno che posso dedicare a tante piccole faccende senza temere di essere interrotto da una chiamata dell’ufficio, che in casa si respira un’aria di pace e tranquillità, complice il crepitare del caminetto e la luce soffusa della lampada sopra la televisione.  I regali appena scartati sono tutti intorno a me e mi fanno sorridere. Lo sgabello vintage di mia madre, i guanti con le dita adatte ai touchscreen e il megagalattico Farinotti di Chicco, il pupazzetto di Aladino di mia sorella appeso alla lampada di fianco al puzzle, e il profumo che mi ha regalato mio padre che probabilmente metterò solo oggi.
Ora ci apprestiamo a divorare le lasagne della nonna, con l’intestino però reso debole dalla cena pantagruelica consumata ieri al Sushi Kaiten, neanche malvagia, ma “impegnativa”.
Dopodiché mi getterò sul puzzle, tragicamente ancora indietro, e poi ad altri progetti top-secret in vista di feste ancora a venire.
Vi lascio con una foto fatta con la nuova Reflex di Chicco, che è una cosa bellissima, con cui riesco a fare belle foto persino io.
E se non ci sentiamo prima di Capodanno, sappiate che sarò a Venezia, negli oscuri cunicoli del palazzo del doge.
Potrei fare gli auguri a tutti, ma non sono così tanto sentimentale!

19 novembre 2012

Rosette e monocicli

Miei appagati e sottopagati lettori, buonasera.
Come state affrontando i primi freddi? Io armato di lupetti e caminetto. Anche se la mia abilità nell’accendere quest’ultimo deve ancora migliorare.
Un altro ottimo modo per stare caldi è la cioccolata. In quel di Bologna difatti questo Sabato si è tenuto il Cioccoshow; io ho assaggiato tartufi e ottimi cioccolatini belgi e ho dimostrato di non essere un figlio degenere, comprando a mia madre una rosetta di cioccolato bianco.
Ad allietare anche la serata, un bravissimo gruppo di artisti di strada, che giocavano con il fuoco e con titanici monocicli.
In questo periodo di fiere io e Chicco siamo andati anche al Mondo creativo, la fiera suprema per gli amanti del bricolage e del fai da te. Io già pregustavo di depredare il banchetto riservato al presepe, ma ho avuto un’amara sorpresa scoprendo che quest’anno il suddetto banchetto non c’era! Mi sono rifatto cominciando a fare il famigerato puzzle da quattromila pezzi di cui vi parlavo.
Vi confesso che a vedere la grandezza della cornice, che ormai è finita, mi viene un po’ d’angoscia pensando che è da riempire!

Entertain us

18 ottobre 2012

Grucce e manovre

Miei non più sudati lettori, quanto tempo!
Sapete, l’autunno è da sempre la mia stagione preferita, non considerando il ritorno al lavoro.
Quando si cominciano a mettere i maglioncini, i calzettoni, e ti avvolgi nel plaid sul divano, e si accende il camino!
Quest’anno poi, mi è venuta la fregola: voglio rimettere in ordine il caos nascosto nella mia cameretta. A prima vista, infatti, tutto sembra ordinato, bei impilato e suddiviso, ma basta aprire un armadio per vedere rovesciarsi addosso un fiume di buste di carta, maglioncini, sciarpe, vecchie tute da sci e bambolotti.
Almeno, così era fino a ieri. Stamattina ho spalancato armadi e cassetti e ho travasato, ripiegato, ingrucciato e inscatolato fino a che la camera non ha cambiato aspetto. Ma la Grande Opera non è ancora compiuta. Devo procurarmi una piccola cassettiera di legno e un altro po’ di grucce. E allora vedrete, sorgerà una nuova era!

A fantastic inventione

27 settembre 2012

Muli e scogliere – Parte 2

Miei scompaginati e tracagnotti lettori, buonasera.
Nelle scorse cronache, vi ho raccontato parte delle ormai lontane vacanze in Corsica.
Ebbene, non ho ancora finito.
Forse voialtri non le conoscete, ma meta di una romantica e pittoresca gita in barca sono state le Isole Sanguinarie, al largo di Ajaccio. Non si chiamano così per via delle innumerevoli stragi ivi perpetrate, bensì per via della colorazione rossa che assumono al tramonto, in certi periodi dell’anno. Pensavamo che saremmo andati in gita su una grossa barca, con tanto di vetro per guardare le meraviglie sottomarine, e invece al molo si presenta uno sgangherato battello, con altre tre coppiette oltre a noi. Orbene, si è rivelato molto più eccitante e avventuroso che solcare i mari su una grossa barca, su cui a stento senti dondolare. Abbiamo goduto di splendidi panorami, e, da molto lontano, abbiamo visto persino dei delfini! La sera ci siamo rifatti della fregatura di qualche sera prima, mangiando del favoloso pesce. Ah, la salsa dello chef!
Ma non è finita. Sul terminare delle vacanze ci siamo concessi un romantico e intimo picnic in spiaggia, con tovaglia, tè, narghilè e dolcetti. Abbiamo viste le stelle, e il riflesso della Luna allungarsi lentamente sul mare. Abbiamo fantasticato di fare il bagno a mezzanotte, ma poi ha prevalso la ragione!
Concludendo, per i più distratti, è stato il mio compleanno due settimane fa, ma ancora non sono entrato nell’ottica, visto che i festeggiamenti sono ancora da venire. Io, ma soprattutto Chicco, siamo all’opera per essere i più esclusivi ospiti dell’Emilia Romagna.
Non disconnettetevi!

Looking West

4 settembre 2012

Muli e scogliere

Miei insostituibili nonché coriacei lettori, eccomi finalmente ritornare su queste desolate lande blogghistiche.
Questa sera mi aspetta il non facile compito di parlarvi delle vacanze in Corsica appena trascorse. E andiamo.
Quest’anno, in grande esclusiva, abbiamo portato un gommone acquistato con oculatezza su Ebay da Chicco. Per ora solo a remi, ma già così temevamo che non sarebbe entrato nella macchina. Alla fine invece c’è stato tutto, e non stavamo neppure troppo scomodi.
Troviamo il campeggio al secondo tentativo, abbiamo una piazzola sul cucuzzolo, tranquilla, e bastava rotolare giù dalle scale per arrivare a tutti i servizi. Montiamo tutto, e alla sera stanchi, ma soddisfatti, facciamo le nostre prime foto al tramonto, nella spiaggia direttamente sotto al campeggio (di cui una nel post precedente).
Remare è meno faticoso di quanto immaginassi, anzi la parte peggiore dell’usare il gommone è sdraiarcisi sopra per sgonfiarlo. Oltre al remare energicamente ci siamo concessi anche due pranzetti sul mare, a base di baguette, melone, e croissant, preceduti da meravigliose e suggestive immersioni (a pelo d’acqua).
La prima grande città che visitiamo è Ajaccio, dove ci siamo ritrovati in una biblioteca, di quelle che esistono solo nei film, con scaffali in legno e libri vecchi di secoli, in un palazzo pieno di quadri italiani portati dagli amici di Napoleone, e nella casa di Napoleone medesimo, dove a lungo abbiamo dibattuto incerti se quello nel reliquario fosse un crine del cavallo di Napoleone, o un suo capello.
Qualche giorno dopo andiamo a Bonifacio, partendo presto la mattina come la guida, ottimo regalo che ho fatto a Chicco, ci consigliava. E dopo una gustosa colazione con pain au chocolat, eccoci sulla barca che fa il giro turistico, ed eccoci a gustare spettacolari viste delle case imbacuccate sulla scogliere, delle grotte dai colori dell’arcobaleno e dalla Sardegna che si vedeva in lontananza. Ottimo anche il gelato e i biscotti che abbiamo comprato in una pasticceria, eccitante e bizzarra la scala scavata nel calcare, che offre un mare di vertiginosi panorami, labirintica e scoscesa la città vecchia, truffaldina e insufficiente la cena di pesce al ristorante. Ma di quella ci siamo poi rifatti.
Penso di aver già scritto abbastanza, poi vi intimorite e non leggete più, quindi il seguito nelle prossime cronache.
Sotto, una piccola anteprima. Au revoir!

Dinner for two

27 luglio 2012

Scarselle e frappè

Miei sdentati e bucolici lettori, buonasera.
Questa sera vi scrivo ancora sotto l’effetto di circa sei ettolitri di anestesia, con una garza in bocca e un principio di mal di gola, ma potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere.
Ad ogni modo, le ferie si avvicinano, ma con estrema lentezza, e nel mentre i ritmi in ufficio crescono perché, ovviamente, tutti si svegliano adesso, che ogni ditta comincia a chiudere, una dopo l’altra, e allora bisogna sbrigarsi e stress e stress e bla bla.
Un piccolo scampolo di relax ce lo siamo goduti io e Chicco domenica scorsa, quando siamo andati al Bundan Celtic Festival, con le nostre camicie di lino prese in Corsica a renderci idonei all’abbigliamento generale della festività, sebbene molti si limitassero a indossare un gonnello e null’altro.
Nel simpatico mercatino celtico abbiamo finalmente trovato la borsina dove tenere i soldi in comune, una fantastica scarsella, questo il nome tecnico, verde, con una striscia di cuoio, che si chiude con dei lacci e si appende alla borsa più grande che mi porto sempre dietro. E inoltre, ora abbiamo abbastanza incenso per tutte le serate chill out da qui all’eternità.
In queste calde serate, molte delle quali passate al cinema all’aperto in piazza, ho anche scoperto qualcosa del quale non so come ho fatto a fare a meno fino ad oggi: il frappè! 

Creamy!

28 giugno 2012

Trekking e gesso

C’è stato un mare di schiuma.
Schiuma nella vasca, schiuma sui sassolini davanti alla vasca, schiuma su tutto il ripiano nel quale era incassata la vasca, schiuma per aria, schiuma in testa e schiuma in faccia.
Ma questa, sebbene sia stata senza dubbio la parte più esilarante del weekend romantico che ci siamo concessi io e Chicco, ne è solo una minuscola parte.
Eravamo alloggiati in una lussuosa camera doppia, dove c’erano la vasca idromassaggio, con led cromoterapici e sassolini estremamente zen, e persino una macchina per l’espresso. C’era una veranda tutta per noi e un letto principesco.
Ma noi non siamo tipi pigri. Così abbiamo intrapreso un percorso con tanto di segnali gialli per l’andata e blu per il ritorno, che si snodava nei dintorni per una decina di chilometri, passando tra parchi, monumenti e rifugi montani. Siamo tornati alla stanza fradici, sfiniti e doloranti, con la ferma intenzione di ritornarci armati con un retino per farfalle.
Ci siamo aggirati anche per il classico mercatino dell’antiquariato, cercando un borsellino per la cassa comune, e trovando invece due numeri antiquati di Dylan Dog e delle vecchie lettere dei tempi della guerra.
Non è mancato anche il momento dei regali, che anche quest’anno è stato emozionante, e ha apportato un piccolo, ma significativo cambiamento nella mia vita. O almeno, un inizio.
Ma questa, cari miei sparuti lettori, è un’altra storia.

Our journey

28 maggio 2012

Crepe e empanadas

Miei amati lettori torcibudella, buonasera.
Conseguentemente  alle recenti vibrazioni del terreno, le quali io non ho avvertito perché felicemente dormivo in quel di Chicco (che però le ha sentite eccome), ora osservo con rinnovato interesse le piccole crepe che incrocio quando salgo le scale.
Io ho sempre avuto un timore ancestrale del terremoto. Ogni volta che la gatta sale sul mio letto improvvisamente, per esempio, ho il sospetto che tutta la stanza si muova con me.
Tuttavia, ho un mio personalissimo sismografo: una coccinella agganciata tramite una molla alla plafoniera in camera mia, che, se fosse viva, risponderebbe al nome di Plong. Se lei si muove, allora è il momento di scappare a gambe levate.
Questa settimana è anche caduta la data ufficiale del quarto anniversario mio e di Chicco. In attesa della gita fuori porta che faremo fra un paio di settimane, dopo un piccolo sprone, ho trovato un ristorante argentino dove abbiamo mangiato divinamente, cose che se me le trovassi separatamente in un piatto nemmeno degnerei di uno sguardo. A seguito della cena però, un’amara sorpresa.
Per la terza volta, il locale dove andavamo a fumare narghilè e a sorseggiare tè alla menta (una volta anche ai pinoli) ha chiuso, lasciandoci con il dubbio se lo troveremo di nuovo, o se ci toccherà fare senza.
E c’è anche stata la sagra dell’asparago che, se ci limitassimo a guardare l’etnia dei proprietari della stragrande maggioranza delle bancarelle, sembrerebbe un prodotto sì di Indicazione Geografica Protetta, però cinese.

Muy buenas