Il ponte e la luna

Non si vedevano le stelle, quella notte.
Remava in acque scure e silenziose, in calli poco frequentate dai turisti. Dalla punta della gondola partiva un sottile fascio di luce che gli illuminava la via. Tuttavia, non ne aveva veramente bisogno, conosceva quei canali come fossero stati i corridoi di casa sua, e, in un certo senso, lo erano.
Capitava che qualcuno si affacciasse alla finestra e distrattamente cogliesse i suoi movimenti, ma pochi istanti e scompariva nelle tenebre. Il suo non era un giro turistico, non c’erano giapponesi a bordo che scattavano foto a ogni ponte e ogni maschera in vetrina, e quindi procedeva speditamente.
Non aveva una vera meta, ma solo uno scopo. Voleva, colpo dopo colpo, onda dopo onda, che la città entrasse in lui.
Voleva remare fino a che non sarebbe scomparso, diventando lui stesso parte di quelle acque, voleva essere parte di quelle storie che si raccontano attraverso le generazioni, voleva diventare una leggenda, e non essere più uno dei tanti.
Notte dopo notte, remava fino allo stremo, ma invano.
L’unica ricompensa che riceveva era la luna piena, moneta d’argento splendente nelle tenebre.

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5 commenti to “Il ponte e la luna”

  1. Io voglio sapere perchè non c’è il bottone “mi piace” su questo sito..

  2. Non è una ricompensa così banale

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