Metafora

“Pensi che sia tutto finito?”
“I segni vitali vanno man mano diminuendo, così come l’attività cerebrale. Le speranze di una ripresa sono francamente minime.”
Entrambi guardarono la ragazza distesa nel letto, solo una flebile traccia di pietà nei loro occhi.
“Qualcuno viene a trovarla?”
“Solo un ragazzo. Ogni tanto si siede al suo fianco e la guarda, oppure rimane seduto in corridoio fino ad addormentarsi.”
“E nessun’altro?”
“No, è come se non fosse mai esistita.”
La stanza piombò nel silenzio, interrotto solo dal rumore ipnotico delle macchine che tenevano in vita la ragazza.
“Quando staccherai la spina?”
“Non lo so. Credo dipenda dal ragazzo, ma, come ho detto, ci sono poche speranze.”
“È piuttosto triste, non credi?”
Seguì un’espressione indecifrabile, seguita da un’alzata di spalle.
“Questo lavoro ti abitua a certe cose, temo.” 

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