La storia di Francois, capitolo nono

L’oceano era immenso, davanti e tutto intorno a lui.
L’acqua avvolgeva il corpo nudo di Bradley come una seconda pelle, muovendosi con lui bracciata dopo bracciata, onda dopo onda.
Fresca e amorevole, lo conduceva dove lui voleva, direttamente sopra la barriera corallina che circondava l’atollo sperduto in cui si trovava.
Non esisteva altro luogo in cui avrebbe voluto essere. Quello era il suo banale desiderio di libertà: poter nuotare in quelle acque limpide, in pieno contatto con la natura.
Solo un piccolo particolare andava contro a quel tipo di vita selvaggia: il sofisticatissimo radar impermeabile che portava al polso, con un pannello solare integrato per non scaricarsi e con una rilevazione satellitare continua della zona. Era impossibile che quel vecchio potesse sfuggirgli, conosceva ogni fondale di quel piccolo arcipelago, dovunque si fosse presentato lui l’avrebbe trovato in poche bracciate e l’avrebbe acciuffato come fa con i pesci.
Quasi bevve quando si scontrò contro un paio di scarpe che galleggiavano sulla superficie dell’acqua.
Prima che potesse chiedersi da dove mai venissero, alzò lo sguardo e vide qualcosa che andava oltre a quello per cui si era preparato.
Il vecchio era sopra di lui, la sua ombra si vedeva chiaramente sul fondale, 3 metri più in basso, ed era in piedi sull’acqua, appoggiato a un bastone da passeggio.
Lo guardava sorridendo, e assurdamente il primo pensiero di Bradley fu quello di coprirsi le parti intime.
“Ah, sai ragazzo, non devi vergognarti.” Gli disse, gentile. La voce era come se provenisse dal fondo dell’oceano. “Anch’io alla tua età, moltissimo tempo fa, amavo nuotare come mamma mi ha fatto. È una sensazione unica, direi quasi ancestrale, non trovi?”
Bradley non riuscì a rispondergli. Il vecchio gli toccò il radar da polso, che cicalava impazzito, e questo si slacciò dal suo polso e lentamente andò a posarsi sulla sabbia, al fianco di una stella marina.
“Il momento è ormai giunto, figliolo. Quello non ti servirà più.” Disse, e poi fu come se una secchiata d’acqua piovesse dal cielo, per poi scomparire. 

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