Fossili e spade

Miei analfabeti nonché ecclesiastici lettori, bentornati.
Come forse solo i più scaltri di voi avranno modo di intuire, Capodanno è passato da un pezzo, ma eccomi che vi appresto a raccontarvi le imprese mie e di Chicco in quel della città più arenosa della penisola italica.
Prima su tutti è da menzionare l’intimo e delizioso bed & breakfast dove alloggiavamo, del quale potete trovare la nostra (sebbene io ci abbia messo veramente poco) recensione >>qui<<, dove Chicco la sera del 31 si è esibito in una cena da ristorante, e dove il relax e la spensieratezza l’hanno fatta da padrone, come vi ho già anticipato qualche post fa.
Per quanto riguarda la città, da veri turisti consumati, perennemente armati di macchina fotografica, sebbene la mia facesse i capricci, ci siamo fatti un’utilissima tessera che per una cifra giusta ci ha permesso di entrare in tutti i musei e le chiese che ci interessavano.
Ci siamo abbarbicati sul terrazzo da cui si affacciò, forse, molto tempo fa, Giulietta, contornati da turiste giapponesi e padri poco pazienti, ma non ci siamo uniti alla massa nel toccare il seno destro della statua in bronzo. Si sa, a me il seno non interessa granché.
Siamo saliti sulla torre del campanile, da cui ho potuto per la prima volta osservare da vicino le campane, che sono un po’ diverse da come me le ricordavo ne “Il gobbo di Notre-Dame”.
Ci siamo avventurati financo nel mezzo degli scavi scaligeri, in cui avevano allestito un’interessante mostra fotografica sul cinema, grazie alla quale ci siamo goduti qualche amabile scatto della sempre cara Marylin Monroe.
Fra le visite culturali che ci siamo concessi c’è stato persino il museo di storia naturale, dove abbiamo scoperto che il fossile visto da Chicco nei gradini marmorei della scala dentro San Zeno, curiosissima chiesa a due piani, non è poi così straordinario come ci eravamo immaginati.
Abbiamo anche curiosato all’interno del Castelvecchio, fra i merli e i quadri e una stanza dei giochi simpatica piena di antiche spade, lance e armature, mettendo a dura prova pure le nostre vertigini nella torre dell’orologio.
Come non menzionare l’arena, sebbene fosse ricoperta dai resti dei fuochi d’artificio della notte prima, è stata comunque curiosa da visitare, anche se dev’essere sicuramente più emozionante assistervi a uno spettacolo.
Quasi mi dimenticavo: la nostra insostituibile guida per le strade ciottolose di Verona non era altro che la mappa che mia madre usò durante il suo viaggio di nozze, all’alba del 1986.
Direi che è quasi inutile aggiungere che, come nelle altre città visitate insieme a Chicco, anche a Verona ho lasciato un pezzetto di cuore.

O Romeo, Romeo, wherefore art thou Romeo? 

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7 commenti to “Fossili e spade”

  1. Verona è molto affascinante ed io ci vado due volte la settimana per lavoro. Ciao!

  2. Solo io mi annoio sempre a Verona?

  3. è molto bella verona, e in tutte le città belle e legate a un ricordo gradito non si può non lasciare un po’ di cuore. Ti ucciderebbe il romanticismo sapere che nella “casa di Giulietta” non ha mai vissuto nessunissima Giuletta o figura affine? perchè nel caso eviterò di dirtelo.

  4. Verona mi sfugge un po’, ci sono stato una volta soltanto e mi ricordo solo l’Arena. Ci devo tornare! 🙂

  5. L’appartamento di mrs Gheller sarà di grande ispirazione nel futuro!

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