La storia di Francois, capitolo ottavo

Baku non soffriva il caldo.
Era capace di sdraiarsi al sole, per ore, come una lucertola, e rimanere immobile. Non lo faceva per abbronzarsi, essendo di colore non ne aveva bisogno; quello era il suo modo di astrarsi, di viaggiare lontano dall’arido deserto in cui era confinato.
Fra quelle dune, che durante la notte si spostavano furtive, mosse dal vento, si nascondeva il suo bunker sotterraneo, da cui teneva sotto controllo chilometri e chilometri di deserto, in cui non c’era nient’altro che sabbia.
Non riusciva nemmeno lontanamente a immaginare perché un luogo talmente remoto e isolato dovesse suscitare qualche interesse, ma Baku alla fin fine non se ne curava più di tanto. Lui meditava, pensava a quello che la vita gli avrebbe riservato da lì a qualche anno. Non sarebbe certamente rimasto nel deserto. Avrebbe girato per il mondo, visto cose che i suoi genitori nemmeno si sognavano, e poi…
Ci fu una folata improvvisa di un vento gelido che gli fece venire la pelle d’oca.
Non aveva senso, quelle erano le ore più calde della giornata, eppure lo sentiva sulla pelle, come mille aghi, quasi si trovasse sull’altissima cima di una montagna. Sapeva che agli altri erano successe cose di quel genere, quindi si mise in guardia, impugnando saldamente la cerbottana che teneva appesa al fianco.
Non ebbe nemmeno il tempo di percepirne il movimento, che il vecchio gli apparve davanti. Appoggiato al bastone, vestito di tutto punto nonostante fossero nel mezzo del deserto. Dietro di lui, nitide, si stagliavano altissime torri, la cui cima scompariva alla vista oltre le nuvole, e poi apparve un’enorme vallata, e un fiume, e fiori e alberi che ondeggiavano al vento.
Il vecchio guardò Baku, completamente smarrito, dritto negli occhi, e allargò il viso in un sorriso al tempo stesso amabile e terrificante.
“Questo non lo vedrai nemmeno nei tuoi sogni più audaci” disse, e la sua voce sembrava vecchia di secoli.
Passarono così alcuni secondi, poi il vento cessò, e la vista si perdeva soltanto in un’infinita distesa di sabbia. 

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2 commenti to “La storia di Francois, capitolo ottavo”

  1. Bello anche questo capitolo! Bravoooo 🙂

  2. A me non viene naturale commentarti ogni episodio…
    Rileggerò tutto quando sarà finito e scriverò un commentone.

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