Teatro

Altrove, suonava un violino. Era una melodia delicata, carezzevole.
Correva fra i vecchi sedili di quella sala abbandonata, saliva sul palcoscenico invadente, una sottile eco della voce degli attori che avevano calcato quelle scene, oramai vecchi, soli e dimenticati da tutti.
Quella musica senza tempo arrivava fino alle balconate, dove coppie di innamorati si erano scambiati effusioni invisibili, calcando sugli schienali delle poltrone testimonianze del loro amore imperituro, e indugiava nella hall di ingresso, nel cubicolo dove c’era il bigliettaio, ora con i vetri sfondati e ragnatele dappertutto.
Quando poi si spegneva, quando la magia della musica lasciava il posto alla tragicità di un silenzio senza fine, l’illusione che quel posto avesse preso vita di nuovo, che fosse tutto pronto e mancasse solamente l’innalzamento del sipario, anche quella si spegneva.

It brings life back


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5 commenti to “Teatro”

  1. Il suono del violino è fantastico!!!!
    volevo imparare a suonarlo invece mi hanno appioppato il clarinetto (è vero! non è una battuta :D)

    ciao carissimo tutto ok?

  2. Secondo me non sono dimenticati da tutti, pure se nessuno li inquadra più. Le coppie che si sono innamorate al suono di quei violini li ricorderanno per sempre, per dire. 🙂

  3. Molto, molto bello. Invidio chi riesce a scrivere cosi’ intensamente, a trasmettere emozioni. Bravo! Ciao

  4. Molto “visivo”!
    Ti spiegherò meglio dal vivo…

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