La storia di Francois, capitolo sesto

La skyline di New York si delineava contro il sole del tramonto, mentre sotto di lui un labirinto intricato e senza fine apparente inghiottiva vite intere, come la sua. Daniel, dall’alto della sua postazione di controllo,  all’ennesimo piano di un grattacielo senza nome, non si sentiva altro che un puntino, un piccolo pixel su un megaschermo di Time Square. Oh, era perfettamente consapevole di non essere l’unico, che il suo problema, se così si poteva chiamare, era solo una perdita di tempo, di pensieri che poteva dedicare ad altro.
Solo, non poteva farci niente. Quel suo stato d’animo si intrecciava con lui in una danza che non gli lasciava respiro, e così sarebbe stato sempre.
Così, quando si accesero tutte in coro le luci di segnalazione, come se quel vecchio fosse comparso contemporaneamente in ogni quartiere di New York, Daniel quasi non reagì, forse invidioso di quante attenzioni riceveva quell’uomo che per lui era insignificante.
Premendo qualche pulsante fece spegnere le lucette dei monitor sul suo pannello di controllo, indeciso sul da farsi. Non era stato preparato per una situazione del genere. E comunque tutto era inutile. Sapeva che anche i suoi colleghi avevano fallito, quali speranze avrebbe mai avuto lui?
Così prese il suo sgabello, lo posizionò davanti alla finestra, che occupava tutto la parete, e guardò finire il tramonto.
Non poteva accorgersi che le luci del grattacielo in cui si trovava erano state accese o spente in modo da formare un simbolo, sconosciuto ai più, ma che per qualcun’altro invece aveva un significato mai dimenticato. 

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8 commenti to “La storia di Francois, capitolo sesto”

  1. Ma tre è il numero perfetto!!!!!! Quindi… Io dico sempre: pochi ma buoni!!!!!
    Ciao carissimo e passa un buon weekend

  2. Mi hai incluso nei 3? (Che simbolo, che simbolo?!)

  3. Aspetta che guardo bene eh…
    (Ehilà! Tu laggiù, sì proprio tu! Sì-sì tu, dico proprio a te che ti stai indicando con aria interrogativa. Stai seguendo anche tu le avventure di Fra… ? Ehi fermati! Dove vai?! Niente, è scappato!)

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