Un altro universo

Quella sera si mise a guardare le stelle.
Era sdraiato sul suo vecchio lenzuolo viola, nel prato del suo giardino.
Il Sole non era ancora tramontato del tutto, e il cielo aveva assunto una colorazione che non aveva mai notato prima, rendendo comunque possibile la vista di qualche costellazione.
Ne riconobbe qualcuna, ne dipinse i contorni con l’immaginazione.
In quel momento si sentiva come in un’oasi, un’oasi di spensieratezza e di tranquillità che da lungo tempo gli erano estranee.
Pensò che c’è un momento nella vita, presto o tardi, in cui ti accorgi che niente è come prima. Che la giovinezza, silenziosamente, ha lasciato il posto a qualcosa che si tenta disperatamente di rimandare: La consapevolezza del tempo che passa.
Un Sole non del tutto tramontato.

Until time is over

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One Comment to “Un altro universo”

  1. Sarò venale, ma i ricchi, quelli che possono permettersi di iniziare a lavorare a 30 anni, o magari mai nella loro vita, rimangono giovani molto più a lungo.
    Il lavoro rovina l’individuo, spazza via le passioni lasciando una brutta copia spersonalizzata di sè.

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