Sopravvivere §7§

J. non seppe mai dov’era andata sua madre, quella mattina.
Provò a chiamarla, ma non ottenne risposta. Non sapendo cosa fare, accese la tv, ma non c’era segnale, solo fruscii, e in quei fruscii a J. parve di sentire delle grida lontane e disperate.
Fu in quel momento che crollò il primo ponte. Ci fu un fragoroso boato, e quella mattina che sembrava tranquilla fu travolta da una tempesta di polvere, mentre tonnellate di macerie piovvero sulle macchine ferme in mezzo alla strada.
J. guardò tutto dalla finestra, la bocca spalancata in un’espressione che racchiudeva sgomento e un cieco, viscerale terrore.
Non sapeva cosa fare, non sapeva dove andare, non sapeva. Non voleva neanche sapere.
Voleva solo stringere la mano di sua madre, come quando era piccolo e attraversavano la strada insieme.
Non immaginava che non l’avrebbe più rivista.
O meglio, che non l’avrebbe rivista fino all’Ultimo giorno più 299.

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One Comment to “Sopravvivere §7§”

  1. Lo sai che mi è un po’ venuto a noia questo racconto? (Non mi picchiare!)

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