Tracce

Il fiuto lo portò lontano, oltre gli abeti delle pendici nord. Lo portò più in là dell’accampamento incendiato, lontano dal lago del cervo scarlatto, dove la grande torre era un minuscolo segmento all’orizzonte.
Viaggiò per giorni e notti, senza cambiare mai direzione, seguendo le tracce, gli odori, i ricordi, i sapori.
Rischiò di incontrare terribili creature della notte, sgusciò fra armate in marcia verso i fronti a oriente e non esitò di fronte al fiume del nord, fino a che non li rivide.
Piccoli e sottili, alti quanto a lui, dai petali rosa e argentei, ondeggiavano placidi nel vento freddo, parlando fra di loro di com’era il mondo all’inizio del tempo.
Embur, l’orso pallido, finalmente seppe di esser tornato a casa.

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