Cronaca di una morte annunciata

No, tranquillizzatevi, non è morto nessuno, se non i sogni di gloria di mia sorella.
Come sapete, un paio di settimane fa, se n’è andata a Londra, con grandi piani di trovarsi lavoro là, con il suo bravo pacchettino di 50 curricula faticosamente redatti in inglese e una valigia pesante 14 chili.
Sapete com’è andata a finire? Che se fosse andata da sola, invece che con un’amica che si è unita al suo viaggio all’ultimo minuto, constatata l’immensità della capitale Inglese, avrebbe girato i tacchi e preso il primo aereo per tornarsene in patria.
Invece, con la compagnia della sua amica, ha dilapidato in un periodo di tempo record i soldi della sua borsa di studio, e fatto foto alle vetrine dei negozi, soprattutto alle ciambelle e alle scarpe, non potendosi permettere musei perché troppo cari, e tornando a casa anche con una deliziosa tosse inglese.
C’è un lato positivo: potrei ereditare degli esclusivi pantaloni-pigiama-boxer che sarebbero dovuti andare al suo filarino, che però non se la fila più.

What a shame!

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3 commenti to “Cronaca di una morte annunciata”

  1. “filarino”…oh, come sottovaluti tua sorella!

    londra è sopravvalutata, comunque
    (meglio…che so?…venezia?)

  2. Ahah!
    Sembra passata una vita!
    Secondo me una volta arrivata a Londra Fen voleva farsi una vita tipo “Effy”, poi si è fatta prendere dal panico…

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