Notte di mezzo autunno

La musica scivola piano sotto le sue dita. La sente fluire come acqua di un ruscello, invadendogli la mente.
Non c’è altro al mondo per cui vale la pena vivere, pensa, che questo momento. Il momento in cui l’ultima nota muove le corde del pianoforte ed echeggia per la stanza vuota, e lui stacca le dita dai tasti, riprendendo fiato, e immaginando che il pubblico in visibilio si sia alzato in piedi per applaudirlo.
Poi il momento finisce, e non c’è nessuno ad applaudire. Non c’è nemmeno un piano. Non ci sono neanche le dita, non più, dopo l’incidente.
Ci sono solo lui, e il suo cuore spezzato.

Nostalgia is a painting never painted

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6 commenti to “Notte di mezzo autunno”

  1. ma porca vacca maiala schifosa, sappi che ero al computer per distrarmi del fatto che non riesco più a suonare bene il piano e mi stavo deprimendo =_= sì, ora mi sento austera XD

  2. però fammi guardare bene…beh, le dita ce le ho ancora, eh!

  3. A volte mi fai paura…ma come ti vengono???!!

  4. non sono tentacoli, sono ammassi di capelli.

  5. A volte mi sembri Barbara d’Urso.
    (Non volevo offenderti)

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