Un viaggio 6/

Quello scrittore fallito non la smette di fissarmi.
Continua a guardare nella mia direzione e a scartabellare su quel suo taccuino, accumulando cartacce sul sedile accanto al suo.
Dev’essere un altro imbecille che mi crede Babbo Natale. Forse se vedesse il tatuaggio che ho lungo tutta la schiena cambierebbe opinione.
Per lui è una fortuna che il mio terapista sia così bravo, altrimenti gli sarei già saltato addosso per tempestarlo di pugni, così almeno passerei il tempo di questo noiosissimo viaggio. Invece mantengo un’espressione assimilabile ad un sorriso e guardo nel nulla davanti a me, pensando alla mia inutile zia di secondo grado che dopo anni di casa di riposo ha deciso di morire proprio durante il campionato, e per giunta in un posto fuori dal mondo.
Senza accorgermene sto stringendo i pugni così forte da fare male. Provo a rilassarmi e mi asciugo il sudore sulle braghe.
Il mio vecchio istinto di camionista continua a ripetermi che farei meglio a essere da un’altra parte.
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2 commenti to “Un viaggio 6/”

  1. Uh mamma, faranno un incidente???!!!

  2. Magari la scorsa puntata unita a questa avrebbe avuto più senso.

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