L’apparenza

"Lasciami in pace". 
Lo disse scostandosi da lui, con decisione, ma non per questo meno impaurita.
L’uomo la guardò senza parlare, la mano ben stretta attorno al suo braccio, l’ira chiaramente dipinta sul volto. Sembrava l’uomo nero che terrorizza i bambini.
"No" disse, e agli occhi impauriti della ragazza sembrò che dalla sua bocca uscissero fiamme.
"Ti prego".
Per tutta risposta l’uomo strinse ancora di più la presa. Cominciò a farle male il braccio.
"Smettila, mi stai facendo male!"
"Non mi interessa. Adesso tu le chiederai scusa" indicò la bambina in piedi accanto a loro, con i due pezzi della sua bambola in mano e la faccia sporca di lacrime e fango "e allora ti lascerò andare".
La ragazza guardò la bambina, valutando i pro e i contro, mentre una parte del suo cervello si impegnava a non piangere, per non far colare il trucco.
"Scusa per averti spinto e… per la bambola. Te ne regalerò una nuova" disse, fissando con attenzione il pavimento.
L’uomo si rivolse alla bambina. "Va bene così?"
La bimba annuì vigorosamente e l’uomo mollò immediatamente il braccio della ragazza. "Non voglio mai più sentir parlare di te, biondina" disse, prima di accarezzare la testa alla bimba e scomparire all’interno della scuola.
 

Never break them

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2 commenti to “L’apparenza”

  1. Si vede che il tuo sogno era fare il bidello!

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